Dt. Cat: the cat lounge bistrot in Brescia

It has been almost one year since I published this article about Dr. Cat, the pet lounge bistrot of Brescia and, after the first success of the italian article, I decided to translate it in English.

It is the first local in Brescia (and second in Lombardy) inside which there are several kittens running around freely, playing and snoozing inside the premises.

The bar opened a year ago in Prealpino, right in that complex of shops just outside the metro station of the same name, and was clearly a huge success right from the start, to the point that it is compulsory to book a table at the weekend.

The place not only offers an original experience, but is also really well furnished and offers a wide menu: from simple coffee to restaurant-style dishes. For those who are afraid of getting cat hair at brunch at this point, don’t be alarmed: the kitchen is precluded to kittens, it is insulated by large windows that allow you to see inside, and the place is in any case frequently cleaned of hair by a robot hoover.

Clearly there are rules for being in the restaurant: no other animals may be brought in, if there are children, it is preferable that they do not make too much noise, you must not pick up cats, molest them or give them food. The owners of the bar – the cats I mean – are all kittens, so they are used to people and are very affectionate and playful, so there is no need to chase or tease them. They will come to study their new guests and will probably jump up on the tables to pry at what the humans are up to (or rather, eating).

A word of warning: it will be difficult to have deep conversations (or at least complete them) in that bar, the attention span will be pretty low! On my instagram page you can see those little snouts, responsible for so many distractions and without the slightest guilt!

I hope you enjoyed this article! Let me know what you think in the comments, and for recommendations of an allergies-free place to visit, subscribe to my newsletter to receive timely notification of the publication of the next article!

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Natale a Brescia

Il periodo natalizio è alle porte, quale miglior modo di celebrarlo al meglio se non godendosi tutte le attività in programma?

Mercatini di Natale

| Piazza Vittoria
Campagna Amica (04 dicembre)
Mostra mercato del prodotto agricolo a km0 a cura dell’Associazione Agrimercato
L’ho fatto tutto io (08 dicembre)
Mostra mercato dell’artigianato artistico a cura dell’Associazione Le Fate Ignoranti

|Largo Formentone
Meglio bio in piazza
(11 dicembre)
Mostra mercato del prodotto biologico a km0 a cura dell’associazione La Buona Terra

|Mo.Ca
Makers hub market
(16 dicembre)
Mostra mercato dei prodotti realizzati dai makers operanti negli spazi Mo.Ka.

Bambini

Quest’anno si vuole dedicare gli eventi di Natale ai bimbi e al loro modo di vedere il mondo. Si potrà partecipare a diversi eventi nelle seguenti biblioteche:

Inoltre, sempre per i bambini ci saranno diversi spettacoli teatrali in Piazzetta Pallata e Quadriportico di Piazza Vittoria l’8 dicembre, in Quadriportico di Piazza Vittoria e Piazzetta Michelangeli l’11 dicembre e nel Quadriportico di Piazza Vittoria il 18 dicembre. Tra i progetti speciali invece abbiamo in Piazza Paolo VI “Piùme Swing” ovvero uno spettacolo di Teatro Circo sorprendente: poesia e narrazione di una storia vera, bellezza e ritmo della musica dal vivo, magia del circo con la danza aerea. Un sofisticato e frizzante duo, ad alto tasso di follia e non poca poesia.

Per non parlare degli spettacoli di magia e giocoleria l’8, 11 e 12 dicembre, in Piazzetta Sant’Alessandro, Piazzetta Vescovado e Piazzetta Tito Speri.

Ma i bambini non saranno solo gli spettatori di questi spettacoli: l’8 dicembre si terrà l’esibizione delle scuole di musica della città e provincia in Corso Zanardelli, dove gli studenti di diverse scuole medie si esibiranno in spettacoli musicali.

Festival La Strada Winter (4 dicembre)


Progetto a cura di CLAPSpettacolo dal vivo
15.30 – P.tta Vescovado: HORROR PUPPET SHOW
16.00 – P.tta Michelangeli: JUST MARRIED
16.45 e 17.30 – C.so Zanardelli: BANDA STORTA
17.30– P.tta Pallata (itinerante): CANTAGIRO BARATTOLI 18.00 – P.zz Loggia: SICK DU SOLEIL

E-ventum, luce in carmine (dal 4 dicembre al 6 gennaio)

Il Carmine, storico quartiere (e il più vivo) della città, anche in questo periodo coglie l’occasione per animarsi: tutti i giorni dalle ore 16:00 alle 24:00 sarà possibile vedere le sue viuzze trasformarsi in un museo luminoso all’aperto, grazie a 5 installazioni di light art realizzate di quattro artisti, assottigliando così la distanza tra artista e spettatore.

Torna la pista del ghiaccio!

Dopo anni di assenza, torna la pista del ghiaccio nel centro storico! Si potrà pattinare in Piazza Mercato dal 26 novembre al 6 gennaio. Sempre nella Piazza, sarà presente anche la caratteristica giostra di cavalli d’epoca.

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Metro Music: una nuova iniziativa in metro

Ti è capitato di sentire di recente della musica riecheggiare dentro la metro, alle fermate o sul vagone stesso?

Si tratta del progetto  “MetroMusic”, un evento che vede la metro trasformarsi in un palcoscenico per cantautori e studenti dei licei musicali della città e della provincia. Si potrà assistere a queste esibizioni fino a febbraio 2023 e i giovani saranno in particolar modo i protagonisti di questi appuntamenti. Infatti, il fulcro del progetto è Spazio Giovani, ovvero un palco dove gruppi o solisti si esibiranno alla fermata di San Faustino ogni venerdì (e talvolta anche il mercoledì) dalle 18:00 alle 19:00.

Per assistere alle esibizioni sui vagoni e alle fermate della metro (Vittoria e San Faustino), bisogna invece attendere il primo sabato del mese, quando artisti professionisti dalle 15:00 alle 19:00 allieteranno il viaggio di tutti i passeggeri.

Ogni mese avrà inoltre un genere che fungerà da filo conduttore tra tutti gli artisti: cantautori a novembre, jazzisti a dicembre, musica classica per gennaio e quella etnica per febbraio. Se sei un* artista interessat* ad esibirti, puoi contattare Brescia Mobilità, inviando la candidatura a comunicazione@bresciamobilita.it e allegando una demo.

Cosa ne pensi di questa iniziativa? Personalmente, sono a favore di queste proposte che portano la musica (e l’arte più in generale) in posti di passaggio, nei quali la gente non si aspetterebbe di poter trovare qualcosa per il quale vale la pena fermarsi. A tal proposito, ricordo il mio articolo precedente sull’arte contemporanea nella metro di Brescia.

Gluten-free restaurant in Brescia

When travelling, one of the most difficult things is to be able to find restaurants that are suitable for one’s diet. People with allergies and intolerances have to pay special attention to the places they go and clearly when in a new city there is a lot of insecurity.

I therefore decided to turn to a friend of mine to get a list of gluten-free places from her: the list that follows is based precisely on her experience as a celiac.

First of all, Brescia is not exactly a ‘gluten-free friendly’ city, in the sense that there are few places and supermarkets with specific products, and the variety of things to buy is small. Among the supermarkets we have Esselunga, Carrefour and Conad.

As for restaurants, almost all of them cannot ensure that the dishes are not contaminated, so they are not on this list (however, if you know of a restaurant that also offers safe options for coeliacs, let me know below in the comments!).

Instead, it is mainly pizzerias and some bakeries and pastry shops that have gluten-free options. Among these we have:

  • Vicolo Corto: this restaurant is located in the city centre and offers pizza and also some dishes other than pizza, although the price may be a little above average. However, it is convenient to get to but reservations are recommended, as the place is nice and small;
  • Pizzeria da Ciro: this pizzeria is located outside the centre, towards the Mompiano area, here you can only eat pizzas;
  • Bierhaus: located nearby Casazza metro station, this is the ideal place for lovers of the beer-with-sandwich or pizza combo, in particular the range of beers is very wide;
  • Papilla: this place is located outside the centre, it is a pastry shop but also makes really excellent baked goods;
  • 0% glutine: this pastry and bakery is also located just outside the centre, closer than Papilla. The products are very good but may not be well stocked.

About the places where to get a nice aperitif, we mention Artemisia, a very nice place in the city centre (where, by the way, they do a lot of events, so I recommend following their social pages as well), and Mondo Liquido, located at Ambiente parco, a science park with educational trails, although here the gluten-free dishes are practically vegetarian.

In conclusion, Brescia does not present a wide range of choices, there are places in Italy (such as Veneto) and Northern Europe where there are many more options, but Brescia does not even rank in the worst places!

I hope you liked this article, but most of all that it helps you! Let me also know what you think of these places mentioned above and if you know some more!

Fuga dalla città: Bienno e Breno

Quante volte ti capita di desiderare di viaggiare in posti lontanissimi, quando poi ti rendi conto che non hai mai visto un paesino a meno di un’ora da casa? Questo è quello che mi è capitato ieri, in particolare per i paesini camuni di Bienno e Breno, rispettivamente uno dei finalisti del programma “il Borgo dei Borghi” e un piccolo borgo famoso per il suo castello.

Sono entrambi davvero vicini a Brescia, e molto facili da raggiungere in auto, infatti sono arrivata per l’ora di pranzo a Bienno e alle 17 ero già tornata a casa. Inoltre, a Breno c’è anche la stazione del treno (per Bienno invece non ci sono linee dirette sfortunatamente, ma sono riuscita a trovare un percorso un po’ lungo con i mezzi).

Arrivata dunque a Bienno, subito ho mangiato presso il ristorante pizzeria “il vecchio mulino“, collocato accanto ad un antico mulino ad acqua tutt’ora funzionante e parte del Mulino Museo, dove si produce la farina.

Ci si può perdere nelle caratteristiche viuzze in pietra di Bienno, che raccontano di una storia davvero antica: le targhette esplicative su alcuni edifici confermano infatti questa sensazione, dando informazioni molto interessanti su di essi e sul paese. Bienno, così come molti altri paesi della Valle Camonica, sono stati fondati dai Camuni durante l’Età del Bronzo, poi si sono sviluppati grazie alle miniere presenti in grande quantità nella zona. Le miniere (e in particolar modo, le armi) erano infatti molto apprezzate dai romani, per questo si pensa che il Bienno prenda il nome dal tardo latino “biennium” termine che indicava il canale del mulino. A Bienno, grazie ai numerosi canali come il Vaso Re costruito dai monaci benedettini, erano particolarmente diffusi questi mulini, basti pensare che nel XVI secolo se ne contavano un centinaio attivi. Non sono solo questi però a rendere questo posto così incantevole: sono numerose le torrette, tutt’ora abitate, sparse nel centro. Non è difficile indovinare il motivo di ciò: il paese aveva dei commerci costanti, era normale avere diverse famiglie benestanti qui.

Dopo essermi rilassata passeggiando in queste stradine, sono scesa a Breno: il castello si può vedere da più punti, in quanto si trova sulla cima di una collina in mezzo alla valle, una posizione davvero strategica che permetteva di vedere tutto ciò che avveniva nei dintorni. A conferma di quanto detto sulla storia dei paesi della Valle Camonica, proprio sulla cima di questo colle sono state trovate tracce di un insediamento del neolitico, mentre nella località Spinera sono presi i resti un santuario dedicato a Minerva, del I secolo, bruciato nel V secolo. In particolare, questo castello fu testimone di numerosi scontri tra i guelfi e ghibellini, anche dei paesi limitrofi.

Hai mai visitato questi due borghi? Quali sono i posti dietro casa che non hai ancora visitato, ma che sono nella tua lista di mete? Fammi sapere nei commenti qui sotto!

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In bicicletta per Brescia

Per muovermi in città uso quasi sempre la bicicletta, specialmente per il tragitto casa-lavoro o per uscire la sera in centro: si tratta di un modo comodo ed efficiente per muoversi, ad emissioni zero e che permette di fare un po’ di movimento. Oggi in particolare sono andata un po’ più lontano rispetto al solito tragitto e devo ammettere di avere avuto non poche difficoltà con la questione ciclabili, facendomi aprire gli occhi sulla situazione della nostra città in merito a ciò.

Un passo indietro: dove si trovano le ciclabili in città e le principali vie

Sul sito di Brescia Mobilità è possibile consultare una mappa dove sono evidenziate le piste ciclabili della città: Si tratta di una rete non esattamente capillare, che non copre tutte le zone della città e in molti tratti la ciclabile scompare e si deve percorrere il percorso a lato delle auto sulla carreggiata. A volte la ciclabile è bella e ampia, ben segnalata e protetta dalla strada, altre volte invece è semplicemente una linea bianca segnata tra la strada e i parcheggi.

Foto presa dalla mappa allegata

A supporto di questa situazione abbiamo anche il fatto che non troppo tempo fa venne fatta di notte una “ciclabile clandestina“: ho visto la notizia sul Giornale di Brescia e sul profilo Instagram di Fridays For Future Brescia, su Via Turati (una delle principali arterie stradali della città, parte del ring) è stata tracciata una ciclabile, con tanto di segnaletica orizzontale, come richiesta per la messa in sicurezza di quella strada. Le macchine in quel tratto di strada sovente superano il limite dei 50km/h quasi come se fosse un tratto di tangenziale, creando una situazione di pericolo verso chi utilizza la bicicletta. La ciclabile clandestina pare non aver creato disagi, anzi le persone (ciclisti e automobilisti) l’hanno utilizzata come se fosse “ufficiale”.

Il punto della situazione: che voto diamo a Brescia?

Se osserviamo la situazione di Brescia in merito al discorso della mobilità green, e cerchiamo di farlo in maniera oggettiva, possiamo vedere che Brescia non è in una situazione tanto disastrosa: a dire il vero è una delle città italiane con un maggior numero di ciclabili! Senza contare il fatto che i pullmini urbani vanno a metano, la metro è elettrica così come anche lo sarà il futuro tram.

Un punto di forza di Brescia secondo me è il bike sharing: in tutta la città ci sono 92 postazioni BiciMia, sul sito è anche possibile vedere dati interessanti circa il servizio.

Immagine presa dal link sopra riportato

Ciò non toglie comunque il fatto che spesso le ciclabili siano semplicemente create tracciando linee bianche al lato della strada, tra la carreggiata e i parcheggi, e che tra le stazioni di BiciMia non ci siano ciclabili.

Prossimamente si terranno in città ben due eventi legati al tema bicicletta: BiciBrescia e Colazione in Bici: una di tre date di BiciBrescia è già stata fatta, tutto ruoterà intorno alla sensibilizzazione sull’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto, alla condivisione di idee e consigli. Le prossime due date sono infatti sabato 19 novembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:00 in Piazza Duomo, dove si parlerà della salute e sicurezza in bici e si potrà far controllare la propria bicicletta (con la partecipazione di Fondazione Poliambulanza e FIAB Brescia) e sabato 17 dicembre dalle 9:00 alle 18:00 presso il Salone Vanvitelliano, dove si potranno vedere le esposizioni artistiche fatte dai ragazzi delle scuole medie della città, con tanto di premiazione dell’opera più bella, poi questi manufatti verranno esposti fino al 6 gennaio 2023 anche nelle stazioni metro.

Un altro appuntamento è Colazione in Bici: con il Mobility Point in Piazza Duomo sarà possibile ricevere un piccolo snack se si passa in bicicletta. Il Mobility Point sarà aperto il 9, 11, 18 e 19 novembre, dalle 17:30 alle 19:00 durante la settimana, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:00 il sabato.

Uno guardo alla Provincia

Spostiamo lo sguardo ai percorsi che da Brescia portano ai laghi d’Iseo e di Garda: molti infatti sono interessati a fare queste gite in giornata, ma quali sono queste strade e sono effettivamente sicure?

  • Brescia – Lago d’Iseo: il sito web Visit Lake Iseo propone un percorso di 40 km circa percorribile tre ore molto interessante che parte da Brescia, Piazza Loggia, e termina a Paratico. Il sito è ben fatto non solo per le informazioni che dà ma anche perché presenta una mappa interattiva che fornisce informazioni tecniche come il dislivello e il tipo di percorso (sterrato, asfalto, boscaglia, ciclabile). Sono previste anche piccole tappe in luoghi culturali, come l’abbazia di San Nicola a Rodengo Saiano. Non ci sono specifiche sulla pericolosità del percorso, ma in alcuni tratti manca la ciclabile e bisogna pedalare a bordo carreggiata.
  • Brescia – Lago di Garda: questo è un percorso di 20 km che si può percorrere in un’ora e mezza circa ed è principalmente su asfalto, con alcuni tratti in cui si percorre la Via Emilia Gallica. Non è particolarmente impegnativa, è abbastanza sicura tranne in alcuni incroci in cui bisogna stare attenti alle macchine in arrivo.

Cosa ne pensi dell’attuale situazione di Brescia in merito alle piste ciclabili? Senti che bisognerebbe incrementare e migliorare l’attuale rete o ritieni che per ora l’attuale sistema è sufficiente? Fammi sapere cosa ne pensi e non dimenticarti di iscriverti alla newsletter e di seguirmi sui social!

Il Canyon Rio Sass e la Val di Non

Il Trentino è una terra bellissima: quando si pensa a questa regione alcuni pensano subito alle città più famose, altri ai panorami mozzafiato. Per questo piccolo viaggio fuori porta ho optato per una totale immersione nella natura.

In particolare sono andata a Fondo, Val di Non: in questo periodo (metà ottobre) il panorama è particolarmente incantevole grazie al foliage, si possono inoltre sentire i profumi della raccolta delle mele e si può godere di temperature non troppo rigide, fattore importante specialmente se si desidera fare un’esperienza a del genere: in questa camminata nel canyon infatti le temperature possono raggiungere i 10 gradi, per l’umidità e la profondità del percorso, infatti la cooperativa che organizza questa attività (Canyon Rio Sass – Cooperativa Smeraldo) non lavora nel periodo invernale.

Per esplorare il Canyon Rio Sass è necessario prenotarsi contattando la cooperativa, poi si può pagare in loco. Loro forniranno gli elmetti protettivi e la guida farà anche una spiegazione interessante circa la storia del Canyon, formatosi in milioni e milioni di anni.

Questo percorso è stato costruito dal 1998 al 2001 posizionando una passerella di metallo sulle pareti del Canyon, rendendolo finalmente agibile (prima di allora non v’era modo di entrarci). Si può accedere al percorso passando dalla “Valle delle Seghe“: da qui parte anche una stradina nel bosco (perfettamente agibile) che porta, passando per un piccolo canyon, al Lago Smeraldo, lago artificiale che ho visto in seguito. Il paese di Fondo è davvero bello, costruito proprio sopra il Canyon, con mulini in legno tutt’ora posizionati ai lati delle strade ed è ben curato e pulito. La nostra guida, dopo averci portato a ritirare i caschetti protettivi, ci ha portati in una radura da cui si parte: l’ingresso è delimitato da porte in metallo distribuite anche su tutto il percorso, e sin da subito si inizia a scendere (per questo non consiglio il percorso a chi soffre di vertigini, claustrofobia o ha problemi alle articolazioni). La passeggiata dura in totale due ore, ma ciò è legato al fatto che ad ogni passo viene da fermarsi per ammirare il panorama, non per la lunghezza del percorso in sé: sembra di essere in un romanzo fantasy, come il Signore degli Anelli, nei punti più profondi non mi sarei stupida di vedere Gollum.

Consiglio di fare questa esperienza sia per una gita in giornata, ma anche all’interno di in una vacanza di qualche giorno: i paesini limitrofi sono tutti stupendi e hanno piccole gemme nascoste da scoprire. Altra attività che in questo periodo si può fare è la spigolatura delle mele: alcuni agricoltori mettono a disposizione le mele non raccolte (per difetti estetici) in modo che chiunque possa andare a raccoglierle. Per la spigolatura delle mele consiglio caldamente di informarsi presso quale meleto è possibile farla, perché altrimenti diventerebbe un furto e il turismo non deve essere mai una razzia nei confronti della comunità locale.

Parlando di questa attività, sono venuta a sapere che la Melinda adotta alcuni meli a chi voglia provare questa esperienza: pagando una quota fissa è possibile raccogliere le mele del proprio albero. Ritengo interessante questo connubio tra agricoltura e turismo, l’esempio di come una strategia di marketing possa portare ad un maggiore flusso di potenziali turisti nei territori limitrofi.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto. Fammi sapere cosa ne pensi e non dimenticarti di dare una sbirciatina alla mia pagina Instagram per altri contenuti!

Parco Giardino Sigurtà e Wakeboard a Montichiari

Chi mi conosce sa che appena ho due giorni di riposo cerco di partire per qualche viaggetto. Lunedì scorso io e la mia amica abbiamo deciso di andare a fare un’esperienza all’insegna dello sport e del relax: una bella passeggiata mattutina a Parco Giardino Sigurtà (con pic nic) e infine pratica di wakeboard presso il Wakeparadise di Montichiari.

Abbiamo scelto il lunedì mattina come data perché avevamo previsto ci sarebbero state poche persone, e così è stato: ci siamo godute il Parco senza fare coda e abbiamo fatto delle foto stupende senza altre persone nel panorama. Oltre a noi c’erano diverse persone del luogo che, con l’abbonamento annuale al Parco, ogni mattina vanno lì per fare una passeggiata.

Parco Giardino Sigurtà si trova a Vialeggio sul Mincio, in provincia di Verona. La sua storia affonda le sue radici al 14 maggio 1407 quando diversi terreni a scopo agricolo vennero acquistati dal patrizio Gerolamo Nicolò Contarini. Con i secoli questi terreni son passati dall’avere una funzione prettamente agricola all’essere un giardino all’inglese. questo passaggio si deve in particolar modo al Marchese Antonio Maffei (1759-1836), un esteta che decise di trasformare i 22 ettari della proprietà in un giardino romantico all’inglese (in questo genere gli elementi naturali e artificiali coesistono e la natura in certi punti è ben curata ma in altri è lasciata crescere in modo più naturale). Il Parco non attira l’interesse di centinaia di visitatori solo ai giorni nostri, ma anche in passato aveva la sua fama: ben due imperatori, Francesco Giuseppe I d’Austria e Napoleone III di Francia, sono passati di qui in momenti diversi. Il parco vide un periodo di declino fino alla prima metà del Novecento, ma poi venne acquistato dall’industriale farmaceutico, Dottor Giuseppe Carlo Sigurtà: lui avviò una serie di lavori per la valorizzazione dell’area, nonché per il recupero del suo glorioso passato.

Il parco oggi si può visitare a piedi, tramite golf-car, in bici o in bici elettrica oppure lasciandosi guidare a bordo di un trenino con tanto di altoparlante che fornisce una breve spiegazione sui luoghi visitati. Personalmente ritengo che girarlo a piedi sia l’opzione migliore: si possono vedere tutti i posti in mezza giornata e le brevi salite che ci sono non sono affatto impegnative, il percorso è prevalentemente all’ombra quindi la passeggiata risulta sempre piacevole. All’interno del parco è possibile pranzare, sia portandosi un pranzo al sacco da casa sia acquistando un panino in uno dei chioschi presenti all’interno.

Dopo una bella mattinata passata al fresco della vegetazione, ci siamo dirette verso Montichiari, sulla strada per il ritorno: qui, fuori dal paese, c’è un piccolo laghetto in cui è possibile praticare wakeboard. Questa disciplina sportiva unisce lo sci nautico allo snowbard, come avevo già accennato in un articolo precedente “nottata al Lago di Ledro“. Anche qui si viene assistiti da istruttori professionisti che ti insegnano le basi e poi ti fanno provare lo sport: dopo qualche tuffo iniziale, io e la mia amica siamo riuscite a capire come funziona il tutto e a goderci le corse a disposizione.

Il bello di WakeParadise è che c’è anche un bel bar dove poter fare un buon aperitivo e una spiaggetta, con tanto di sdraio, dove potersi rilassare e prendere il sole. La giornata si è conclusa quindi con un abbondate aperitivo a goderci lo spettacolo di coloro che sapevano per davvero praticare Wakeboard, ammirando i loro salti, giravolte e tuffi.

Hai mai praticato questo sport? Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti qui sotto e, per rimanere aggiornati sui prossimi viaggi e articoli, seguimi sui social e iscriviti alla newsletter!

Una replica a “Parco Giardino Sigurtà e Wakeboard a Montichiari”

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Big Bench Community Project

A molti sarà capitato di vedere su internet foto di conoscenti o estranei seduti su delle panchine dalle dimensioni spropositate. Ma cosa sono e cosa rappresentano queste panchine?

Le Panchine Giganti sono parte del “Big Bench Community Project (BBCP)”, iniziativa senza fini di lucro nata a sostegno delle comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane dei paesi in cui si trovano queste installazioni fuori scala.

L’idea è molto semplice: chiunque desideri creare una Panchina Gigante, potrà ricevere il supporto tecnico dalla BBCP e la collaborazione con le eccellenze dell’artigianato locale per i prodotti ad esse ispirati, in modo da dare un piccolo contributo all’economia e al turismo locale. Le comunità locali vengono inoltre sostenute dalla BBCP grazie ad una parte dei fondi delle donazioni e del ricavato di ogni vendita, per non dimenticare anche il fatto che più turisti vengono a visitare una data Panchina.

Ad oggi sono state realizzate 252 Panchine, l’ultima è stata proprio realizzata di recente a Tignale Montecastello (in provincia di Brescia) il 4 agosto 2022, la prima invece venne creata nel 2010 in Piemonte.

La novità di questo progetto sta nel fatto che, quando ci si siede su una di queste Panchine, le proporzioni alterate danno l’impressione di essere ancora bambini e l’idea è quindi quella di vedere il mondo e il paesaggio con meraviglia e stupore proprio come fanno i bambini.

Hai mai visto una Panchina Gigante in qualche posto? Andresti a visitarne una? Cosa ne pensi di questo progetto? Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti qui sotto, e non scordarti di seguirmi sui social e di iscriverti alla news letter!

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Nottata al Lago di Ledro

A differenza dei viaggi fatti in precedenza, questo è stato davvero breve e ho visto pochissime cose, ma avevo proprio voglia di rilassarmi una giornata al lago senza dover passare ore in coda in tangenziale. In un weekend di agosto queste cose sembrano impossibili da avere, quindi ora vi spiego come fare!

Il viaggio

Dopo la Festa Radio, sono partita in macchina la notte per andare al Lago di Ledro: si tratta di un laghetto dalle acque cristalline in provincia di Trento, poco sopra il Lago di Garda. Ci sono molte famiglie, che soggiornano sia in hotel che in campeggio, e moltissime persone vengono qui perché, nonostante sia un lago di montagna, le acque sono balneabili e sono molto gettonati gli sport d’acqua: kayak, SUP, barca a vela, canoa e wakesurf.

Sono quindi partita intorno a mezzanotte e mezza, le strade erano vuote e sono arrivata su comodamente in un’ora e mezza. Sul tragitto, superati i centri abitati, ho avuto anche modo di vedere una volpe e un gruppo di cervi, quindi raccomando di andare comunque piano e di usare gli abbaglianti per vedere meglio la strada.

Moltissime persone vanno sul Lago di Ledro per campeggiare, ci sono diversi parcheggi dove si può lasciare il proprio van o camper per la notte, ma sono presenti anche dei veri e propri campeggi. Io ho parcheggiato la macchina in un parcheggio poco dopo il Camping Azzurro: ha una bella vista sul lago, specialmente con l’alba, ed è anche provvisto di un tavolino in legno. Altro motivo per cui ho scelto di fermarmi qui è stata la vicinanza al bar del bar “camping al lago“, un locale parte del campeggio, anche questo con una vista bellissima sul lago, nonché uno dei pochissimi bar aperti dalle 7:30 la mattina.

Dopo la colazione sono andata alla spiaggia vicina al Wake Park, una disciplina sportiva acquatica nata come fusione tra lo sci nautico e lo snowboard. Si viene trascinati nell’acqua sull’acqua con una corda e di un bilancino che permette di eseguire curve, salti e manovre di ogni genere. Consiglio caldamente di prenotarsi perché si può fare questa pratica una persona alla volta (niente panico, nel prezzo è compresa anche una breve lezione introduttiva con degli istruttori certificati!). Sempre in questo posto è possibile noleggiare anche una tavola da SUP, come ho fatto io: è una pratica molto semplice e intuitiva, le acque calme del lago permettono di praticarla senza paura godendosi un bellissimo panorama.

Dopo aver oziato nella spiaggia, mi sono diretta verso un ristorante: sulla strada per il ritorno c’è la Baita Santa Lucia da Friz, locale che offre cucina tipica trentina: le porzioni erano forse un po’ piccole per me, ma le cameriere sono state super rapide a portarmi i piatti (anche se in effetti ero da sola). È comunque un ristorante molto bello, in una location stupenda e nel quale il personale è molto gentile e cordiale.

La mia giornata si è quindi conclusa così, con un buon pranzo e la strada per il rientro ancora vuota: sembra poco ma è stato davvero rilassante, in caso al Lago di Ledro ci sono anche molti percorsi da fare a piedi o eventualmente in bicicletta, quindi si può adattare la gita alle proprie esigenze e disponibilità.

Consigli

Per evitare di passare più della metà del tempo in coda in tangenziale e a cercare parcheggio, il primo consiglio è quello di viaggiare di notte o quantomeno fare in modo di arrivare al lago intorno alle 7.30 (anche prima ma non ci sono bar aperti per fare colazione). L’aver dormito là mi ha permesso di parcheggiare comodamente davanti alla spiaggia alle 8:00 di mattina, ma già alle 10:00 il parcheggio si stava riempiendo. I parcheggi sono a pagamento, ma alcuni prendono solo monete, altri solo il bancomat.

Consiglio caldamente di prenotare le attività e i ristoranti: in tutto il lago ci sono diversi posti presso i quali noleggiare l’attrezzatura, anche nei campeggi, ma si tratta comunque di attività di piccole dimensioni.

Per quanto riguarda il discorso alimentazione, mi dispiace ammettere di essere rimasta delusa: le offerte senza glutine erano bassissime (se non nulle), così come i piatti vegetariani. Inoltre le recensioni dei locali sono anch’esse molto basse e anni fa ho avuto una brutta esperienza in uno di questi bar, unica nota positiva è stata il ristorante che ho trovato e che ho menzionato sopra, unico infatti nella zona con una media alta di voti. Il mio consiglio quindi è quello di valutare la possibilità di fare un pic nic in spiaggia: ci sono accanto ai parcheggi dei bidoni molto capienti dove fare la raccolta differenziata e almeno è possibile essere sicuri su quello che si mangia (specialmente per eventuali restrizioni alimentari, intolleranze o allergie). Si può portare qualcosa da casa o fermarsi sulla strada: alle porte del lago è presente un Eurospin ma anche nei vari paesini ci sono fornerie, come a “Da Paolo” a Ponte Caffaro, un mercato che mi hanno consigliato per gli ottimi panini farciti al momento. Per andare al lago si passa comunque da Storo, famosissimo per la sua farina, quindi potrebbe essere una buona scusa per fermarsi ad acquistare qualche prodotto tipico.

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2 risposte a “Nottata al Lago di Ledro”

  1. Avatar Parco Giardino Sigurtà e Wakeboard a Montichiari – Journey Hint Brescia

    […] unisce lo sci nautico allo snowbard, come avevo già accennato in un articolo precedente “nottata al Lago di Ledro“. Anche qui si viene assistiti da istruttori professionisti che ti insegnano le basi e poi ti […]

    "Mi piace"

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