Castello di Brescia

A Brescia è presente un castello, situato nel centro storico sul Colle Cidneo e al quale si può liberamente accedere senza un biglietto di ingresso. Non si trattava di una dimora nobiliare bensì di una fortezza militare, quindi il percorso è tutto all’aperto tra mura, torri, tunnel e spazi verdi.

Per anni la zona è stata soggetta a situazioni di disagio, fortunatamente ad oggi è stata tutta recuperata: qui si organizzano molti eventi, specialmente d’estate con i foodtruck del Villaggio del Gusto di Belvedere 030, evento che durerà fino all’11 settembre (orari feriali dalle 18 alle 24, mentre sabato, domenica e festivi dalle 12 alle 24). Un altro evento che ha avuto un grande successo è stato il CidneOn, il Festival Internazionale delle Luci. Si tenne per la prima volta nel 2017 ma le edizioni successive attirarono sin da subito tantissime persone: si trattava di uno spettacolo mozzafiato, dove le persone seguivano un percorso in tutto il castello e potevano vedere diverse installazioni artistiche tutte legate alle luci e agli effetti ottici. Per me è estremamente interessante osservare come alcune zone della città siano state totalmente rivalutate con strategie semplici ma efficaci.

Dal Castello si può godere di una bellissima vista sulla città (se il tempo lo permette) ma i suoi pregi non finiscono certo qui: la zona è stata il centro della civiltà e della storia di Brescia. Le prime popolazioni che qui si insediarono si stanziarono proprio sul Colle Cidneo, il nome stesso deriva dal re dei Liguri, Cidno. Altre leggende vedono come fondatori della città gli etruschi stessi oppure un nucleo di troiani in fuga guidati da Enea. Siamo comunque certi della presenza di popolazioni sin dai tempi più antichi proprio grazie ai ritrovamenti di vasellame risalente all’Età del Bronzo.

Dopo queste prime popolazioni, abbiamo i Galli Cenomani: furono loro ad attribuire alla nostra città il suo nome, dal celtico “bric” che vuol dire roccia, masso, mattone o altura. I Cenomani furono gli unici galli a rimanere fedeli a Roma anche durante le Guerre Puniche, da qui tutta la storia di relazioni che queste due parti intrecciarono nei secoli.

Facciamo poi un salto di qualche secolo, per avere una prima testimonianza circa il sistema difensivo della città: dai Longobardi ai Comuni non si hanno grandi notizie riguardanti fortificazioni, ma il primo commento riguardo la parte più antica del Casello, ovvero la Torre cilindrica detta Mirabella, che si innalza su una base romana ma che risale al periodo dei comuni, e il corpo rettangolare del Mastio, risale infatti all’assedio di Arrigo VII nel 1311 e furono i Visconti a migliorare e a dare un impulso al sistema difensivo della città. Grazie agli interventi di costruzione di robuste muraglie, ponti levatoi, fossati e sotterranei, il Castello di Brescia ottenne il soprannome di “Falcone d’Italia“. Tempo dopo, sempre i Visconti fecero collegare il Castello alle mura che si trovavano in corrispondenza delle attuali Via X Giornate e Corso Zanardelli, rendendo Brescia una città ancor più difficile da espugnare.

Ulteriori difese vennero costruite dai Veneti, dopo il durissimo assedio del 1438 da parte di Niccolò Piccinino: Venezia munì il Castello di una seconda cinta muraria e di un ulteriore fossato, vennero ampliate le mura fino a Canton Mombello e si scavò la Trincea della Pusterla, oltre il Castello. Si costruirono anche gli edifici del Grande e Piccolo Miglio nel Mastio, per conservare le munizioni e i viveri, e una cisterna. Non meno importante, abbiamo anche in questo periodo la costruzione del portale d’ingresso (con infatti il leone di San Marco).

Il Castello venne utilizzato non solo da alleati ma anche da eserciti nemici: ad esempio la porta del soccorso (porta che sale dalla Pusterla, scavata nella roccia nei pressi della Galleria Tito Speri), progettata in modo da ricevere l’aiuto dagli eserciti alleati in caso di guerra, in questi secoli di storia venne usata solo due volte, e da parte di eserciti nemici per giunta. Tra questi, non si può dimenticare il maresciallo Gaston de Foix che riuscì ad avere la meglio sui ribelli bresciani. Sotto gli Austriaci inoltre, il Castello venne adibito a prigione e caserma, così come anche durante la Seconda Guerra Mondiale mentre, durante la metà del secolo scorso, il Castello cambiò totalmente volto, ospitando addirittura uno zoo!

Hai mai visitato il castello? Hai mai partecipato a i corsi che propone WeLoveCatsello, oppure hai mai fatto una cena con quelli di Belvedere 030? Fammi sapere nei commenti e non dimenticare di seguirmi sui social!

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