I miei viaggi: gita al Lago di Braies e Bolzano

Non ti capita che a volte ci sono quei periodi in cui hai solo bisogno di una vacanza? Non una vacanza di due settimane, basta anche solo un weekend in cui si stacca totalmente dalla propria routine. Ecco, qualche settimana fa mi trovavo proprio nella stessa situazione! Mi sembrava che non sarei arrivata al giorno della partenza per le mie ferie intatta, quindi io e un’amica abbiamo deciso di prendere la macchina per un weekend di puro relax!

Con Group On abbiamo trovato una offerta molto interessante per andare in un hotel con spa vicino al Lago di Braies, nella Provincia di Bolzano. In particolare, l’Hotel Pörnbacher dove abbiamo soggiornato si trova a Valdaora, un paesino piccolo ma ricco di attività, specialmente per le famiglie. Valdaora dista dal Lago una ventina di minuti in macchina, quindi abbiamo optato per andare all’hotel solo dopo aver fatto un bel giro alla riserva naturale e al Lago di Braies. Ne è valsa la pena!

Il Lago di Braies è un piccolo lago alpino (comunque uno dei più profondi della Provincia Autonoma di Bolzano, con i suoi 36 metri di profondità massima), circondato dalle montagne della Val di Braies, a 1496 metri di altitudine. Si trova dentro un’area naturale protetta, il parco naturale Fanes-Sennes-Braies costituito nel 1980, uno dei parchi più estesi del Trentino Alto Adige.

Ci sono diversi parcheggi per arrivare al Lago di Braies, oltre che a un servizio di bus navetta e via pullman: per quanto riguarda il bus navetta, si rimanda all’ufficio turistico della Val di Braies (info@pragsertal.it, +39 0474748660), per quanto riguarda invece il pullman, si può prendere dalla stazione del treno di Villabassa il pullman di linea 442 che collega Dobbiaco al lago di Braies. In un’ora e mezza però si può giungere al Lago anche a piedi, partendo da Ferrara-Prags.

Noi siamo arrivate comodamente in macchina, parcheggiando vicino all’ingresso e pagando 8€ di forfait giornaliero. In loco sono presenti anche dei bagni che però potrebbero essere presi d’assalto da gruppi turistici che vengono qui in pullman da tutta Italia.

Il giro a piedi intorno al lago è una passeggiata molto piacevole e facile, con sali e scendi ma senza un gran dislivello. Comunque, è consigliabile indossare scarpe comode, specialmente perché nel periodo primaverile c’è ancora un po’ di ghiaccio e neve per terra e si rischia di scivolare. Lungo il percorso non mancano di certo scorci panoramici mozzafiato, talvolta con delle targhe che danno qualche informazione circa la storia del Lago.

Una di queste storie che ha catturato la mia attenzione è una leggenda ladina: qui viveva un popolo selvaggio e la zona era ricca d’oro, materiale che fece nascere un forte sentimento di avidità in un gruppo di contadini e allevatori che vennero in queste zone per insidiarsi. Ci furono per questo scontri tra la popolazione locale e questo secondo gruppo, scontri che terminarono quando i primi crearono il lago per evitare che i secondi rubassero altro oro. Sempre secondo la leggenda, ogni anno in una notte di luna piena, i superstiti del popolo dei Fanes escono dal loro rifugio e fanno un giro in barca nel Lago, guidati dalla loro regina e da Lujanta, una eroina della tradizione ladina.

Dopo aver fatto il giro in un’oretta (o forse poco più considerando le pause foto) ci siamo messe a mangiare qualcosa: nei pressi del lago c’è un hotel e un ristorante, che presenta delle panchine all’aperto vista lago. Finito il nostro pic nic ci siamo dirette all’hotel per il check in e poi abbiamo fatto un giro a piedi a Valdaora: l paesino è caratterizzato da campi con un bellissimo panorama montano, un posto fresco e molto verde. Dopo una pausa cioccolata, è arrivato il momento che stavamo aspettando: la spa! L’Hotel Pörnbacher presenta infatti una spa con sauna e idromassaggio, oltre che altri servizi. Per non farci mancare nulla per questo weekend di puro relax, siamo andate a cena fuori, curiose di provare i canederli, un piatto tipico locale. Di Valdaora c’è da dire che è un posto davvero tranquillo, tanto tranquillo che la sera abbiamo fatto fatica a trovare dei locali aperti.

Se per il primo giorno avevamo preparato un programma, per il secondo avevamo deciso che saremmo state più elastiche: siamo così andate a Bolzano, sulla strada per il rientro, e abbiamo visitato questa bella città, piccola ma con molti scorci incantevoli. In particolare, una cosa che mi è piaciuta molto sono state queste scorciatoie che si prendevano in quelli che sembravano gli ingressi degli edifici: in realtà sono dei corridoi creati tra blocchi di stabili e palazzine e che permettono di evitare di dover girare attorno agli isolati, tagliando notevolmente la strada.

Nei pressi del duomo abbiamo anche preso un trenino turistico che ci ha fatto fare un giro della città, molto comodo ed economico, l’unica pecca è che a parlare era una voce meccanica registrata: sarebbe stato più coinvolgente se a parlare fosse stata una guida con un altoparlante, ma comunque è stata una bella esperienza.

Con questo viaggio abbiamo capito l’importanza del prendersi un momento di pausa per sé stessi: la vita può essere molto frenetica, specialmente in questo momento, e più ambiti cercano di entrare nella sfera personale, ma dobbiamo ricordarci che ogni tanto una gitarella fuori porta può aiutarci davvero tanto.

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